lunedì 21 dicembre 2009

influenza suina

da "il giornale"

un insolito articolo redazionale di critica ai meccanismi segreti della Moneta e della sovranità, pubblicato nientemeno che su "Il Giornale" dell'11 dicembre 2009.

Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire.

Giusto.

Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere?

Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo.

Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse.

È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera.

La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre.

Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea.

Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.

Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati.

Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori.

Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine.

In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra. ( Fonte: ilgiornale.it / 11 Dicembre 2009)

domenica 13 dicembre 2009

Trovatevi il tempo

Dal 1 Dicembre è entrata in vigore la Nuova Costituzione Europea (Trattato di Lisbona).

La Costituzione Italiana perde di fatto la sua autorevolezza in favore della costituzione europea.

Cambia tutto!

2 esempi veloci:

Guerra
Costituzione italiana - "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli."
Trattato di Lisbona - "La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari.

Giustizia
Costituzione italiana - I giudici (che rappresentano il potere giudiziario) sono indipendenti dal Governo (che rappresenta il potere esecutivo).
Trattato di Lisbona - "La Corte di giustizia (europea) è composta da un giudice per Stato membro... Sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri..."

Per vedere tutto il video ci vuole circa 1 ora...TROVATEVI IL TEMPO...

mercoledì 11 novembre 2009

martedì 21 aprile 2009

To be (stupid) or not to be (even more stupid)

Da: http://www.paolobarnard.info/

Care amiche e amici,

Ho deciso di non rispondere più alle mail che
ricevo e di smettere di scrivere, per alcuni
motivi molto seri.

Per dirla in breve: siamo complessivamente il
popolo più stupido del mondo, che non può essere
salvato, né cambiato, neppure un poco migliorato.
Quindi, basta faticare.

Ho creduto per molti anni che dalla moltitudine
delle fonti disponibili in Italia, cui io
appartengo, con l'aiuto della Rete, scaturisse
una qualche azione forte, ben organizzata, di
vero impatto sociale, come sanno fare i
pakistani, i moldavi, i somali, gli indios e
anche gli americani e gli inglesi. Nulla di ciò
accade qui ormai da 30 anni, e non accadrà mai.

Mi spiace per quei pochi che dai miei scritti
hanno tratto un aiuto, e che di conseguenza mi
hanno poi ringraziato. Grazie a voi, ma per
quanto possa sembrare spiacevole da dire, non mi
basta. Uno come me lavora per ottenere almeno una
frazione di cambiamento a livello della comunità,
non per illuminare i singoli. Avrei fatto il
terapeuta per quello scopo, non l'attivista
informatore.

Questa Italia non ha speranze, né nel Sistema né
nell'Antisistema, che è ancor più stupido del
Sistema, e che è la vera mia disperazione. Non
sappiamo fare, non sappiamo cambiare il nostro
tempo, e mentre il resto del mondo lo fa, noi
stiamo davanti al pc, o alle feste di piazza, o
ad agitarci per non fare.

Noi italiani siamo, per dirla alla Shakespeare,
l'essenza umana del 'Molto rumore per nulla'.
Basta dunque.

Un abbraccio, Barnard

giovedì 9 aprile 2009

Petizione

Con preghiera di firma e diffusione:

http://petizioni.unita.it/redazioneonline/terremotoreferendum_30.shtml

giovedì 5 marzo 2009

Louis Kervran: storie di ordinaria...rimozione

Paolo Brunetti e Antonio Papa, tratto da Frigidaire, aprile 1990

Corentin Louis Kervran è nato a Quimper, in Bretagna, nel 1901. Chimico di valore ed esperto di Medicina del Lavoro, in Igiene, Agricoltura, docente universitario è vissuto a Parigi dove ha svolto la sua attività di ricercatore ed estensore di numerosi testi scientifici.
Per vent'anni è stato direttore dei servizio nazionali francesi per lo studio delle nuove questioni scientifiche e in particolare delle misure di prevenzione degli effetti dannosi prodotti dalle radiazioni atomiche sull'organismo umano.
Il suo nome è comparso, più volte, a partire dal 1975, fra i candidati dal Premio Nobel di fisiologia e medicina

Dobbiamo ringraziare la lungimirante intelligenza e la caparbietà dell'editore Giannone, perché diversamente oggi, in Italia, non si conoscerebbe l'opera di Kervran, la cui enorme importanza, così come ha dimostrato il dibattito aperto in seguito all'affaire fusione nucleare "fredda", è ancora ben lontano dall'essere "compresa", perlomeno negli ambienti cosiddetti "scientifìci".
Diciamo "compresa", ma, in realtà, la "comprensione" ci fu, eccome! Ovviamente, dapprincipio, le conclusioni raggiunte da Kervran (già negli anni sessanta!) affrontarono il vaglio della "Comunità scientifica" che pose immediatamente il "veto" a quella che sarebbe equivalsa ad una "dichiarazione di invalidità totale" del principio di Einstein e Langevin dell'equivalenza tra energia e massa nel rapporto c2.
Ma nel corso degli anni, proprio di fronte alla impressionante mole di dati e "conferme" sperimentali, l'aut-aut posto dai fisici "ufficiali" dovette “ammorbidirsi” ed ammettere una “terza via”: nacque così l’ipotesi dei neutrini, che troverà conferma proprio da parte della comunità scientifica.

Insomma, Kervran, le sue teorie, le sue osservazioni, il suo “effetto Kervran”, furono prima rifiutati, poi riconosciuti – perché sperimentati dalla Scienza ufficiale – ed infine semplicemente RIMOSSI dalla stessa Scienza Ufficiale che li aveva sperimentati”

Vediamo a questo proposito alcuni dichiarazioni rilasciate dallo stesse Kervran alla rivista scientifica "Scienza vita" nel gennaio 1980.
"Devo dire che le mie scoperte sulla trasmutazione del potassio in calcio come avviene nello stomaco delle galline non sono né una novità né un fatto incredibile. Studi in tal senso furono fatti addirittura dal francese Vauquelin nel 1799 e sono ampiamente illustrati nei suoi testi. A quel tempo Vauquelin constatò come le galline producessero - tra feci e guscio d'uovo - al meno quattro volte la quantità di calcio che esse ingurgitavano nel corso della loro alimentazione. Per portare avanti la sua esperienza scientifica egli prese varie galline, le pose in un ambiente privo di calcio e le nutrì di sola avena che, com’è noto, è un ‘calcifugo’ cioè un cereale praticamente privo di calcio tra i suoi componenti.
Ebbene, il buon Vauquelin si accorse con grande sorpresa che le sue galline pur mangiando solo avena producevano calcio in quantità enorme, sia nei gusci delle loro uova, sia nelle feci espulse.
In quel momento - cioè con la Rivoluzione Francese imperante - per Vauquelin non era di buon tono parlare di ‘trasmutazione degli elementi' mettendo cioè in dubbio le teorie elementari dell'iperpositivista Lavoisier. L'errore basilare di Lavoisier, portato avanti per anni, diciamo fino ad Einstein, col suo 'nulla si crea e nulla si distrugge' era stato quello di lavorare, per le sue esperienze, soltanto su materiale morto. Vauquelin invece lavorava sul materiale vivo e constatando che dal silicio e dal potassio dell'avena mangiata dalle galline veniva fuori il calcio, adombrò per primo il sospetto di una trasmutazione dell'elemento. Ma con una prudenza tale, diciamo così per ragioni politiche, da passare praticamente inosservato.
Personalmente ho iniziato e iniziato e portato a termine le mie ricerche tra il 1959 e il 1961, vale a dire vent'anní or sono e con, bisogna sottolinearlo, grande scetticismo da parte dei fisici, i quali hanno avuto bisogno di altri quindici anni per giungere alle stesse constatazioni oggi ormai assorbite e incontestate."
"Questa prima constatazione (la ripetizione dell'esperimento di Vauquelin n.d.r.) mi impose ricerche più approfondite che furono effettuate al Centro Nazionale delle Ricerche Scientifiche di Parigi e all'Istituto Nazionale di Ricerche Agronomiche sempre in Francia, ampliate alle piante e su vari tipi di animali come i topi.
Ciò ci permise di constatare che effettivamente sia gli organismi animali sia quelli vegetali, pur nutriti senza calcio, producono calcio. Il fatto non è valido solo per il calcio ma anche per molti altri minerali tra cui citerò il magnesio.
Detto ciò non c’era ormai nulla da dimostrare.
Il fatto esisteva ed io nel 1961 ne avevo, ormai tutte le prove scientifiche. Quel che mi interessava capire e che rimaneva un mistero era il 'perché' e il 'come' tale trasmutazione degli elementi potesse avvenire.
Oggi ormai, raccontare queste cose è quasi come parlare dei principi di Archimede, di Copernico, di Galilei."...
“Eppure i fisici - continua più avanti Kervran - ad una ipotesi del genere, (e cioè al pensare che lo stomaco di una gallina è capace di provocare una reazione atomica n.d.r.) sussultavano. Dicevano che la cosa era impossibile perché, affermavano, 'se tale reazione avvenisse nello stomaco di una gallina tale gallina scoppierebbe trasformandosi in calore e lucé. Badi bene che eravamo già negli anni Sessanta e che Enrico Fermi, in tal senso, aveva aperto molte porte della scienza. Ciò nonostante i buoni fisici - che chiamerei fisici positivisti per non definirli miopi - mi deridevano di buon cuore."

E fin qui sembra di assistere alle dichiarazioni dei miopi nostrani del 1989 di fronte agli esperimenti di fusione nucleare fredda, ma c'è qualcosa di più che ci dice Kervran e che è stato ‘completamente’ rimosso:

Gli esperimenti furono fatti nel 1973/74 nei laboratori ufficiali!

“…soltanto a partire dal 1973 al CERN di Ginevra fu confermato che le trasmutazioni di elementi potevano aver luogo anche con reazioni a ‘debole energia' grazie all'intervento dei neutrini. Il grave errore dei fisici era stato fino ad allora quello di credere che le trasmutazioni di elementi potessero aver luogo soltanto con 'reazioni a forte energia' cioè con un’esplosione atomica.
Perciò di ostinavano a pensare che le mie galline con la ‘bomba atomica nella pancia’ avrebbero dovuto scoppiare e trasformarsi in calore e luce.
Il fatto è che, negli anni Sessanta, la fisica era in enorme ritardo sulla biologia. Con le comunicazioni scientifiche al CERN di Ginevra del 1973 e le conferme venute l’anno seguente dalle prove di laboratorio effettuate a Batavia è ad Argonnes negli Stati Uniti fu anche data la spiegazione del fenomeno. Esso era dovuto alla esistenza di 'correnti neutre' dovute appunto ai neutriní. Insomma nonostante quelli che oggi sono considerati i progressi favolosi della scienza ci vollero quindici anni per confermare e capire, da parte dei fisici, che, come io andavo dicendo da altrettanto tempo, le mie galline avevano la bomba atomica nella pancia. E badi bene che se mi diverto a parlare in questo senso è perché sono stato per venti anni addetto alla protezione dagli effetti atomici per la Francia ".

Ebbene il potere costituito (“scientifico", politico ed economico) ha seppellito con una tombale coltre di silenzio non solo ogni idea ed ogni pensiero partoriti dalla ricerca "secondo natura" ma anche la stessa storia degli esperimenti ormai assodati e certificati da parte della comunità scientifica stessa.
Ed è divertente notare che l'ufficialità delle scoperte di Kervran viene da quello stesso CERN di Ginevra che oggi, con la direzione Rubbia, si adopera per negare ogni validità di esperimenti in tal senso (vedi Fleishmann-Pons il cui esperimento può benissimo essere valutato come un effetto Kervran).

Ma vediamo ora come lo stesso Kervran spiega nella sua intervista del 1980 la reazione a debole energia:
“Praticamente allo stesso modo che,in una 'reazione a forte energia", cioè in una esplosione atomica. Nella reazione a debole energia la trasmutazione si fa nel nucleo dell'atomo grazie agli enzimi. Essa avviene in due fasi: nella prima è l'enzima che modifica la struttura molecolare della cellula rendendola più sensibile all'azione dei neutrini: nella seconda è il neutrino che entra nel nucleo dell'atomo e modifica la sua struttura aggiungendo un protone che viene da un altro elemento, ossigeno in generale o idrogeno. Nel caso specifico, diciamo così delle 'mie galline', l'enzima fa penetrare nel nucleo del potassio, il quale possiede diciannove protoni un ventesimo protone, trasformandolo così in calcio che, come sappiamo, è un elemento composto da venti protoni".

Semplice, no? Si osserva un fenomeno, lo si studia pazientemente, con la testa libera da ogni pregiudizio, poi si passa alla sperimentazione: si toglie il calcio e si guarda se viene il guscio, si dà il potassio (o magnesio o silicio) e si scopre che il guscio vien fuori anche senza calcio... si ripetono con pazienza gli esperimenti poi se ne cerca il perché ed il come, e a volte, come in questo caso, si trova anche il perché del come oltre al come del perché.
Kervran conclude la sua intervista auspicando che ì suoi studi entrino nei dibattiti scientifici e nei testi universitari perché, dice: "troppo spesso capita gli atenei formino per domani tecnici scienziati di ieri".
Eppure un tema come questo, affascinante poiché costituisce uno dei meccanismi base della vita stessa su questo pianeta, non è nemmeno accennato nei testi universitari. Anzi, è stato cancellato: necessario completamento dell’opera di rimozione.

“Mendeleiev ha parlato di elementi leggeri, elementi medi ed elementi pesanti. Tutta la fisica atomica attuale è basata sull’uso degli elementi pesanti. Però il fondamento della fisica atomica della natura, il meccanismo base che consente lo scorrere della vita son proprio gli elementi leggeri e la loro suscettibilità di trasmutazioni a bassa energia”
[ Gianfranco Valsé Pantellini, scienziato, biochimico che ha lavorato con Kervran ]
www.disinformazione.it

mercoledì 4 marzo 2009

Il vigile

Alla luce del silenzio sulla notizia da parte dei principali organi di informazione, incollo l'articolo tratto da Il Manifesto in cui invece la notizia compare eccome...

Sempre sul tema, segnalo inoltre il link http://veritanascoste.wordpress.com/2009/03/03/toto-cuffaro-alla-commisione-vigilanza-della-rai/ in cui sono pubblicati una serie di video tratti dal documentario "La mafia bianca"...

Alla prossima nomina,
Ary

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Fonte: Il Manifesto (20.02.2009)
(articolo di Federico Scarcella)

VIGILANZA Indicato dall'Udc, ha una vecchia passione per telecamere e tv. E per gli uffici stampa
E ora Cuffaro vigilerà su Santoro
Promozione per l'ex governatore siciliano, condannato a 5 anni per mafia

L'esordio televisivo di Salvatore «Totò» Cuffaro avvenne in diretta nazionale nel 1991, durante la famosa puntata di Samarcanda dal teatro Politeama di Palermo per ricordare Libero Grassi, da poco assassinato per avere detto no al pizzo. Sul palco, tra gli ospiti di Michele Santoro e Maurizio Costanzo, che in quell'occasione decisero di unire le forze, c'era Giovanni Falcone, che qualche mese dopo sarebbe stato fatto a pezzi nella strage di Capaci. Totò, fresco deputato regionale della Dc, camicia azzurra e cravatta, svettò dalla poltrona e disse la sua: «Ho ascoltato buffonate, volgari aggressioni alla migliore classe dirigente siciliana», cioè a Calogero Mannino, suo padrino politico. E ancora: «Questa è informazione mafiosa».
Nel 1991 l'editto bulgaro era ancora in cerca d'autore. Totò, futuro presidente della Regione siciliana, anticipò i tempi. E adesso, tornato al senato, si appresta a rappresentare l'Udc in commissione di vigilanza Rai (il partito lo ha designato preferendolo al capogruppo Giampiero D'Alia). Il curriculum glielo consente. Con il mondo dell'informazione i suoi rapporti sono sempre stati all'insegna della massima generosità: massacrare gli avversari, adulare gli amici. E a proposito di amici, uno degli ultimi atti compiuti da governatore (prima che una sentenza di condanna a 5 anni per aver favorito qualche boss mafioso lo costringesse alle dimissioni) fu l'assunzione nel suo ufficio stampa, per chiamata diretta, di 19 giornalisti che, sommati ai 4 che già c'erano, fanno 23; più della Casa Bianca e tutti con la qualifica di caporedattori. Qualche giorno fa la Corte dei conti lo ha richiamato, chiedendogli di risarcire 4 milioni per questo atto di esuberanza. Ma siccome Cuffaro crede nella giustizia, ha detto che non è per niente preoccupato: i giudici contabili capiranno. Cosa? Forse che l'amicizia è un grande sentimento e il denaro una volgarità.
Incurante dei dettagli, fino a qualche anno fa il senatore aveva sui media poche idee ma confuse. Qualcuno del suo ex staff racconta che quando vedeva una telecamera avvicinarsi la domanda più frequente era: ma quello di che Rai è?
Tra le sue passioni c'era e c'è Michele Santoro, sul quale Cuffaro dovrà vigilare. Il conduttore di Anno Zero rappresenta per lui la sintesi di tutti i mali dell'informazione: non farsi i fatti propri. Il suo motto è, innanzitutto, leggerezza. All'indomani della condanna a 5 anni provò ad annegare l'amarezza nei cannoli, festeggiando con gli uomini del suo entourage, ufficio stampa compreso. Un fotografo beccò le leccornie sul tavolo e, con suo stupore, l'immagine finì sulle prime pagine dei giornali. Di quella vicenda, che il 26 gennaio 2008 lo portò alle dimissioni, riuscì a trarne il lato buono: una grande campagna pubblicitaria per i dolci della sua amata terra e per la pasticceria dell'amico che glieli aveva forniti, il quale da allora ha moltiplicato gli affari. In precedenza aveva tentato di promuovere anche un altro prodotto tipico, la coppola, indossata con orgoglio e ostentazione nel salotto di Anno Zero.
Costretto nell'ombra dal suo ex amico Raffaele Lombardo, diventato governatore della Sicilia dietro sua insistenza, Cuffaro ha da togliersi molti sassolini dalle scarpe. Lombardo sta decuffarizzando l'amministrazione, dove ogni funzionario che si rispetti aveva una foto di Totò sulla scrivania. Il senatore non comprende questa furia iconoclasta di Lombardo, che sembrava il continuatore della sua specie e, invece, da mesi i due non si rivolgono più la parola. I suoi lo hanno in buona parte abbandonato e i pochi fedeli vivono nella clandestinità.
Lombardo non è quell'istrione di Totò che trasformava ogni gaffe in oro e che per indicare una brochure diceva abatjour («perché, non si chiama così?»). Con Lombardo la storia sembra essere tornata indietro, quando lo spettacolo della politica era, sì, una commedia, ma non era ancora cabaret.
Totò saprà rifarsi: dalla vigilanza vigilerà affinché ogni cosa sia chiamata con il suo nome, perché ogni brochure possa essere vendicata.

mercoledì 25 febbraio 2009

grazie

BANNER

scusate se posto una petizione ma merita
o almeno lorenzo contadino dice così

venerdì 20 febbraio 2009

ma dai

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 feb - "Oggi qui da   Roma e' iniziato un percorso molto significativo, non solo  tecnicamente ma politicamente. Crediamo sia una delle sfide  piu' affascinanti politicamente e, aggiungo, moralmente. E'  una sfida per un nuovo sistema economico, sociale e  politico: la formula 'nuovo ordine mondiale' puo' sembrare  ridondante ma e' quello l'obiettivo cui dobbiamo puntare".  Cosi' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sintetizzando  
i risultati del G7 finanziario di Roma.  

giovedì 19 febbraio 2009

Senza titol(i)

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/02/condanna-mills-visti-lontano.shtml?uuid=fdc0dbc2-fdbb-11dd-a045-7ddd7f20774b&DocRulesView=Libero

Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa
di Elysa Fazzino

Verdetto «imbarazzante» per Berlusconi, una sentenza che in molti Paesi farebbe tremare l'establishment politico, ma in Italia «non era nemmeno tra i titoli di testa del telegiornale della sera». La condanna dell'avvocato inglese David Mills è invece in evidenza sulle home page di molti siti britannici e oltreoceano attira l'attenzione del New York Times, che si stupisce: «La storia del giorno non era quella della corruzione, ma dell'espansione del potere di Berlusconi in Italia», con la vittoria in Sardegna e le dimissioni di Walter Veltroni.

Mills, si legge sul New York Times, è stato condannato per avere preso una mazzetta «in cambio di avere mentito per proteggere il Primo ministro». Berlusconi era co-imputato fino all'anno scorso – spiega il quotidiano Usa - quando ha fatto approvare in Parlamento una legge che dà l'immunità alle più alte cariche, «in particolare a lui». Il miliardario, «che possiede il più grande impero italiano dei media», «è stato ripetutamente condannato per corruzione», ma le imputazioni sono state rovesciate in appello o sono scadute per decorrenza dei termini. Si è sempre dichiarato non colpevole, precisa il giornale newyorchese. «Più Berlusconi volge il sistema a suo vantaggio, più gli italiani sembrano ammirarlo».

Nel servizio di Rachel Donadio viene citato Sergio Romano, che si domanda perché parte della società italiana non sia scandalizzata. E Alexander Stille, secondo cui «gli italiani si sono convinti che la politica è una cosa sporca, tutti hanno scheletri nell'armadio, i giudici hanno dato più attenzione a Berlusconi … e quindi hanno trovato più scheletri». Mills – continua il New York Times - è stato condannato a quattro anni e mezzo, ma difficilmente andrà in carcere. «In base alla legge italiana, la prigione comincia solo dopo la sentenza definitiva. Ed è improbabile che i due round di appelli possibili finiscano prima del 2010, quando decorrerà il termine di dieci anni previsto per casi del genere». Analogamente, «se Berlusconi resterà in carica fino ad allora, perirà anche il caso contro di lui».

«La corte dice che Mills ha preso la mazzetta di Berlusconi», è il titolo del Financial Times, che senza fare distinguo sulla provenienza dei soldi scrive: Mills è stato condannato a quattro anni e mezzo per avere accettato «una mazzetta di 600mila dollari da Silvio Berlusconi, ora il premier italiano», in cambio di «false testimonianze» in due processi.

Berlusconi, che ha spesso accusato i magistrati italiani di volersi fare «vendetta» nei suoi confronti, «sarà molto imbarazzato dal verdetto», scrive ancora il Financial Times, in un servizio firmato da Vincent Boland e Guy Dinmore. Il quotidiano fa notare che la legge sull'immunità è al vaglio della Corte costituzionale. «Se dovesse pronunciarsi contro l'immunità, il suo processo, nel quale era co-imputato, ricomincerebbe daccapo». I suoi collaboratori hanno trattato il caso come «un fastidioso ostacolo» al compito più importante di mandare avanti il governo e come un'ulteriore giustificazione dell'immunità data dal Parlamento.

La Bbc ricorda che la legge sull'immunità è «controversa». Il Guardian ha, tra i numerosi articoli sull'argomento, un titolo su Berlusconi: «L'immunità data dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Consulta». Appena tornato al potere, ricorda John Hooper, Berlusconi aveva fatto della legge sull'immunità una priorità del suo governo. «Il verdetto di ieri mostra quanto valore aveva quella mossa». Ma il primo ministro «non è ancora al sicuro», perché la Corte costituzionale potrebbe ancora bocciare la legge, come fece con una legge simile nel 2004. Se la legge fosse dichiarata incostituzionale, il processo potrebbe ripartire. Ma vista la lentezza della giustizia italiana», è improbabile che si arrivi rapidamente a una condanna e il reato di cui Berlusconi è accusato cade in prescrizione il prossimo febbraio. Ci sono però altre accuse che vedono i due uomini co-imputati. Qui i giudici hanno «fermato l'orologio» e se la legge fosse dichiarata incostituzionale, i pm avrebbero più tempo. Il Guardian si spinge oltre con le ipotesi: «Anche se fosse condannato, Berlusconi può star tranquillo che non andrà in prigione. Potrà sembrare più giovane, ma ha più di 70 anni. E' l'età massima alla quale si può essere incarcerati in base alla legge italiana».

Sul sito del Times è pubblicato un breve commento «Le stranezze della giustizia italiana». Con tono ironico, Richard Owen osserva che con la lentezza dei processi in appello ci si domanda se ci siano italiani che scontano la pena. «Ma la cosa più bizzarra è stata forse la decisione del giudice di condannare al risarcimento dei danni in favore dell'ufficio del Primo ministro (la parte civile costituita, la Presidenza del Consiglio, ndr) perché Mills – e quindi almeno per implicazione Silvio Berlusconi, il Primo ministro – ha deviato il corso della giustizia». «Solo in Italia» può succedere, avrebbe detto scuotendo il capo un cronista giudiziario italiano.

I siti britannici – oltre a quelli citati, l'Independent, il Daily Mail, il Telegraph - si soffermano anche sui risvolti interni della vicenda: Mills è il marito, separato, di Tessa Jowell, ministro inglese per le Olimpiadi, e lo stesso Tony Blair era dovuto intervenire per chiarire che lei non sapeva nulla della provenienza dei soldi, che la coppia usò per pagare il mutuo sulla casa.

La notizia ha fatto il giro anche dei siti francesi e spagnoli. Le Monde titola sulla condanna per «false testimonianze» a favore di Berlusconi. Le Figaro ricorda che Mills «non è il primo avvocato di Berlusconi a finire in prigione»: Cesare Previti è stato condannato in via definitiva a sei anni di prigione nel 2006 per corruzione di magistrato nell'affare Fininvest. «Quattro anni di prigione per l'avvocato corrotto da Berlusconi», titola El Mundo, «l'impresa di Berlusconi corruppe l'avvocato Mills», scrive El Pais, che pure osserva come «paradossalmente» l'imputato sia stato condannato anche a risarcire 250mila euro alla parte civile, la Presidenza del Consiglio, «come dire a Berlusconi».

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Alla prossima condanna
Ary

lunedì 9 febbraio 2009

Ogni tempo ha il suo...

"Ogni tempo ha il suo fascismo.
A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine."
(Primo Levi)

A Presto
Chinaccia

venerdì 6 febbraio 2009

A volte basta un'ora

Nei giorni scorsi ho letto un articolo di Paolo Bernard nel quale, tra le altre cose, mette in evidenza cosa il 99% dei comuni cittadini conosce del conflitto israelo-palestinese. A malincuore devo ammettere di essermi più o meno riconosciuto nelle sue parole. 

Nello stesso articolo spiega che per comprendere l'attuale situazione e per poterla cambiare bisogna sapere cosa sia successo prima della creazione dello stato di Israele.

Vi riporto "Quello che il 99% conosce" così potete verificare anche voi quanta ne sapete.

Ho inserito di seguito un video (diviso in 7 parti) dove lo stesso Bernard racconta un po' di quelle cosine interessanti che le nostre fonti "ufficiali" si dimenticano sempre di dirci.

Il video in tutto dura circa 55 minuti + 5 minuti per leggere il testo sotto = un'oretta. 
In un giorno ne abbiamo 24,  in una settimana 168, in un mese 720. 

" il problema non sta nel non sapere, ma nel pensare di sapere"

A Presto
Chinaccia


ECCO QUELLO CHE IL 99% DEI CITTADINI COMUNI SA DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE:

“Gli ebrei sopravvissuti all’Olocausto nazista e a persecuzioni storiche, tentarono di ottenere una loro terra sicura nella biblica Palestina, dove fondarono comunità pacifiche e religiose. Ma gli arabi ostili tentarono subito di annientarli con la guerra del 1948. Gli ebrei combatterono un’eroica guerra partigiana che li vide vittoriosi e salvi da un secondo Olocausto. Fondarono Israele nel maggio di quell’anno, unico Stato democratico e moderno in medioriente, baluardo di civiltà fra nazioni arabe di re e dittatori corrotti e sanguinari. I quali tentarono di nuovo nel 1967 di distruggere la pacifica Israele, che li sconfisse brillantemente ancora una volta. Da allora Israele vive circondata da arabi-palestinesi fanatici, irragionevoli e brutali, che la attaccano col terrorismo in continuazione, senza farsi scrupolo di massacrare i civili ebrei, inclusi i bambini. Quei terroristi islamici sono certamente collegati oggi ad Al Qaida, e quindi Israele combatte una guerra al terrorismo anche per nostro conto. Inoltre, gli Stati canaglia come Siria e Iran appoggiano le fazioni armate arabe-palestinesi, per cui il pericolo per Israele è particolarmente insidioso. Essa deve difendersi, è un suo diritto, e nel farlo capita che ahimè ci vadano di mezzo anche alcuni civili arabi-palestinesi, ma la colpa di ciò è dei terroristi islamici che costringono Israele a combattere in zone popolate. Israele ha fatto di tutto per arrivare alla pace, ma si scontra sempre con l’ottusità e la ferocia dei leader arabi-palestinesi, corrotti e impietosi persino coi loro cittadini, che hanno sempre rovinato ogni accordo possibile. Non ci sarà pace finché la parte araba non accetterà il diritto di Israele di esistere e non cesserà di aggredirlo.”

 

Ogni parola di quella narrativa è falsa, grottesca persino. Ma finché essa rimarrà la narrativa della maggioranza dell’opinione pubblica italiana e occidentale, voi potrete fare tutte le manifestazioni che volete, tutte le proteste che volete, e non otterrete nulla, nulla di nulla, come nei passati 40 anni. Va fatto altro, VA RI-RACCONTATA ALLA GENTE LA VERA NARRATIVA SU COSA VERAMENTE ACCADDE LAGGIU’. E’ l’unica speranza per terminare il conflitto, l’unica.


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fonte: http://www.paolobarnard.info