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lunedì 26 dicembre 2011

Dichiarazione Shock di Monti

"L'attuale crisi economica è utile per far accettare psicologicamente ai cittadini il passaggio di sovranità nazionale dall'Italia verso l'Europa"....non si nascondono più!

venerdì 8 gennaio 2010

Chiacchere di fine anno.

Di Solange Manfredi
www.paolofranceschetti.blogspot.com

AL CITTADINO NON FAR SAPERE......

Ebbene sì, lo confesso, la sera del 31 dicembre ho atteso con grande curiosità, ed un fondo di speranza, il messaggio alla nazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ero proprio curiosa di sapere cosa avrebbe detto, cosa avrebbe sottolineato tra le tante cose successe in questo 2009... Ma, sopratutto, attendevo di sentire cosa avrebbe detto circa il Trattato di Lisbona. Desideravo sentire come il Presidente della Repubblica avrebbe trattato questo argomento, ovvero quello che è stato sicuramente, a livello internazionale, l'evento più rilevante non solo di questo secolo, ma anche del precedente. I lavori per realizzare una Europa unita hanno, infatti, impegnato tra i più importanti studiosi sin dai primi decenni del '900, ora ci siamo, dal 01 dicembre 2009, con l' entrata in vigore del Trattato, il progetto si è realizzato, L'Europa Unita è nata! Rilevante no?

Certo ero rimasta sorpresa che nessun festeggiamento avesse salutato tale evento, che nessuna trasmissione televisiva avesse trattato la “conquista”, ma il Presidente della Repubblica, ero certa, almeno qualche cosa l'avrebbe detta.

E così eccomi, comodamente seduta davanti alla televisione, ad attendere il discorso. Inizia la trasmissione e manca l'audio, accidenti! Dopo poco fortunatamente arriva anche l'audio. Ascolto con attenzione, sono attentissima sino alla fine e........nulla! Sul Trattato di Lisbona nulla! Mi dico: "non è possibile, sicuramente sarà la prima cosa che ha detto quando non c'era l'audio". Quindi mi precipito al pc, e cerco in internet il discorso scritto. Lo trovo, lo leggo, lo rileggo, lo rileggo, cerco e......nulla, neanche una parola. Possibile?

Come è possibile che il Presidente Napolitano non dica neanche una parola su tale "conquista"? Siamo in Europa, parte della nostra sovranità verrà gestita da Bruxelles e nemmeno una parola? Perché?

Perché, probabilmente, trattare l'argomento, anche in maniera “parziale”, potrebbe far nascere delle curiosità nei cittadini e vuoi mai che, con questo infernale strumento che è internet, a qualcuno venga la malsana idea di digitare su un motore di ricerca “Trattato di Lisbona”? Pericoloso, meglio non farne proprio cenno, meglio tacere.

Il Presidente però ha cura, nel suo discorso, di sottolineare il suo pensiero: le riforme sono necessarie e la seconda parte della Costituzione può essere modificata.

Ed allora mi domando di cosa stia parlando. E sì perché oggi parlare di possibili modifiche della Costituzione, della sua salvaguardia dei diritti fondamentali, ha il sapore di una “leggerissima” presa in giro.

E' l'Europa che decide, noi non abbiamo più strumenti per difendere la nostra Costituzione, neanche qualora vengano modificati i diritti fondamentali. Proprio così.

Non ci credete? Facciamo degli esempi, così la situazione potrà apparire più chiara.

Poniamo che un giorno i cittadini italiani si accorgano che l'adesione al Trattato di Lisbona non è una cosa buona, la domanda è: possono adoperarsi per esercitare la loro sovranità e chiedere l'abrogazione della legge di ratifica al Trattato tramite referendum? In altri termini: possono dire no all'Europa?

NO! Perché il referendum abrogativo (secondo comma dell'art. 75 della Costituzione) non è ammissibile in caso di: “leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali".

Ok, non perdiamoci d'animo. Non abbiamo strumenti per dire no all'Europa, ma se l'Europa dovesse emanare una direttiva, non dico che ci danneggia, ma che contrasta con i valori fondamentali della nostra Costituzione, ci sarà sicuramente la possibilità di proporre un referendum abrogativo o rivolgerci alla Corte Europea, che diamine, siamo in democrazia!

NO! Infatti non esiste l'istituto del referendum abrogativo in Europa, né può chiedersi alla Corte di Giustizia la disapplicazione di una direttiva in uno Stato membro perché questa confligge con la sua Costituzione.

Va bene, restiamo in Italia, strumenti ne abbiamo, che diamine. Ad esempio, se in attuazione di una direttiva comunitaria il nostro legislatore dovesse emanare delle norme che violano palesemente la nostra Costituzione, sono norme interne, sicuramente si potrà ricorrere al custode per eccellenza della nostra Costituzione, all'organo supremo, ovvero alla Corte Costituzionale!

NO! Infatti non è ammissibile il ricorso alla Corte Costituzionale per atti normativi dell'Unione Europea o leggi che li recepiscono, ovvero norme collegate ad impegni comunitari.


Dunque, ricapitolando:

Non possiamo sottrarci all'Europa.

Se l'Europa emana una direttiva che contrasta con i diritti fondamentali della nostra Costituzione non possiamo adire la Corte di Giustizia chiedendone la disapplicazione

Se una direttiva, o le norme interne ad essa collegate, violano apertamente i principi fondamentali della nostra Costituzione non possiamo neanche fare ricorso alla Corte Costituzionale.

Detto in altri termini: se l'Europa dovesse reintrodurre la pena di morte, ampliando le previsioni purtroppo già ora esistenti, e noi italiani dovessimo dire no a questa previsione, magari con un referendum con una adesione del 100% dei cittadini, questo non servirebbe a nulla. La pena di morte verrebbe reintrodotta e noi non avremmo alcuno strumento per fermare questo abominio, non la possibilità di dire no all'Europa, non la possibilità di chiedere alla Corte di Giustizia che la norma non venga applicata, non la possibilità del ricorso alla Corte costituzionale. Nulla!

Visto che questa è la situazione, che senso ha parlare ancora di possibile modifica della Costituzione?

Nessuna, la nostra Costituzione può essere modificata da Bruxelles (e presto sarà modificata e, temo, in peggio) anche nei diritti fondamentali e noi cittadini non possiamo farci assolutamente nulla.

Forse era questo che il Presidente Napolitano doveva dire ai cittadini, forse è per questo che il Presidente Napolitano non ha neanche accennato al Trattato di Lisbona.

domenica 13 dicembre 2009

Trovatevi il tempo

Dal 1 Dicembre è entrata in vigore la Nuova Costituzione Europea (Trattato di Lisbona).

La Costituzione Italiana perde di fatto la sua autorevolezza in favore della costituzione europea.

Cambia tutto!

2 esempi veloci:

Guerra
Costituzione italiana - "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli."
Trattato di Lisbona - "La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari.

Giustizia
Costituzione italiana - I giudici (che rappresentano il potere giudiziario) sono indipendenti dal Governo (che rappresenta il potere esecutivo).
Trattato di Lisbona - "La Corte di giustizia (europea) è composta da un giudice per Stato membro... Sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri..."

Per vedere tutto il video ci vuole circa 1 ora...TROVATEVI IL TEMPO...

lunedì 8 dicembre 2008

trattato di lisbona

"E’ 
la forma più
assoluta di totalitarismo"
di Ida Magli – tratto da “Il Giornale”, 7 Giugno 2008

In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del
cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente
all'esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine
all'esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna
sorprendersi del silenzio che accompagna l'atto più importante che sia
mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d'Italia. È un silenzio che
non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin
dall'inizio dell'operazione “Unione europea“ che bisognava tenerne
all'oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva
difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno
spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di «politica“.
Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo»
universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la
forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto.
Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di
persone sulla metafisica di Kant? Eppure c'è quasi tutto Kant, inclusa
la sua proposta per la Pace Perpetua, nel progetto dell'Unione europea. Ma c'è anche molto Rousseau, molto Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce «mercatismo»: l'assolutizzazione del mercato. 
La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio
l'operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un
Trattato e non è neanche una «Costituzione», come era stato chiamato
prima che i referendum popolari lo bocciassero. È la proclamazione di
una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli
strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per
realizzarla. È il passo fondamentale, dopo averlo costituito in
Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale.
Posso indicare in questo breve spazio soltanto alcuni degli
strumenti preordinati:

A) Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari
costumi culturali. Un sincretismo che verrà raggiunto con lo
spostamento di milioni di persone e smussando tutte le differenze
attraverso il «dialogo». Discendono da questa precisa volontà dei
governanti le ondate immigratorie che stanno soffocando l'Europa
d'occidente. Si tratta di decisioni di forza, prese a tavolino : se
nasceranno reazioni o conflitti, come di fatto sono già nati,
provvederanno le schedature biometriche, la polizia e il tribunale
europeo a eliminarli.

B) Il governo concentrato in poche persone, quasi
sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i
parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché
nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato
istituito fin dall'inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al
fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con
ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell'impero fittizio. 

C) Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo
mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando.
Per ora qualcuno lo nota a proposito dell'economia e della ricerca
(ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti
l'impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere
la propria identità, la propria «forma» in ogni settore della vita.
In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli
italiani sono i più ricchi di creatività. Di fronte al vuoto di
qualsiasi ideale e di qualsiasi futuro, i giovani si battono per quelli
vecchi inesistenti, oppure «si annoiano». Vi si aggiungono con uguale
impoverimento i milioni di immigrati, anch'essi sradicati dalla loro
identità e gettati nel crogiolo della non-forma.

Si tratta di conseguenze ovvie, perseguite con ostinazione
durante il passare degli anni sia dai fanatici credenti nella religione
universale che da coloro che se ne servono per assolutizzare il proprio
potere. Ci troviamo di fronte a quello che i poeti tedeschi
individuavano chiaramente durante il nazismo come «il generale
naufragio dello spirito». Seppellire le nazioni per paura del
nazionalismo significa provocare di nuovo il generale naufragio dello
spirito. Significa che alla fine Hitler ha vinto.

Ida Magli


Roma, 24 Maggio 2008